” Tutte le strade che portano qui, non finiscono mai qui “. Rimondi’s endless journal. And a cured residency curator.

di renata summo-o’connell, may 30 2018

ITALIANO – (English version will follow).

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Giulio Rimondi, l’ artista presente a maggio 2018 a Conzano (AL) per l’Artegiro Artist Residency, ha scritto nella pagina conclusiva del suo diario visivo della residenza “tutte le strade che portano qui non finiscono mai qui!“.

Nella pagina del giorno 4 del suo passaggio nel Monferrato da artista residente, tanto veloce quanto profondo nel suo impatto artistico e personale, scrive, riferendosi ad una scultura di Tamburelli presente a Villa Vidua :

c’è una balena d’ottone appesa sui tetti del paese. Il mare qui sono campi e filari di pioppi mossi dal vento al canto dei grilli ” ( immagine di seguito).

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La sera, su dieci giorni di diario, compare ben tre volte, da una delle primissime sere, dove Villa Vidua è il faro che viene acceso la sera sulla collina, fino al microcosmo dello stagno nel giardino della villa . Una sera che si accende e si spegne, una sera dove si è e si ascolta: “La sera si spegne il paese e il piccolo stagno del mio giardino si anima di balli di zanzare e dei canti delle rane” recita il diario del giorno 5 ( le due immagini di seguito).

DIARIO_CONZANO4DIARIO_CONZANO6 In questa fortunata posizione di osservatore e accompagnatore che svolgo dal 2010 in quanto curatore di Artegiro Contemporary Art, ho notato che l’artista in residenza , in questa sorta di sfida scelta autonomamente che è la residenza artistica, sembra essere predisposto per la creazione, è sempre pronto all’espressione.

Se ci si riflette non è una realtà scontata. Per l’artista in residenza sembra non esserci mai la necessità di un periodo di adattamento, di crearsi e recuperare punti di riferimento, consuetudini o certezze: l’artista in residenza atterra e corre. Non importa da dove arrivino gli artisti in residenza, se dall’Australia, dagli Stati Uniti, dalla Svezia, dalla Serbia, dalla Germania: sono tutti pronti sempre.

Conoscendo molto bene la fotografia di Rimondi però, sono rimasta incantata e sorpresa dalla svolta espressiva avvenuta in pochi giorni, dove la simbiosi testo-immagine diventa quasi scultorea ( per la fine della residenza ero stupita di non trovarmi davanti delle opere tridimensionali!).

In realtà, proprio perchè conosco Rimondi dal 2011, so quanto importante sia il linguaggio scritto per lui e quanta parte abbia svolto nella sua opera, da Beirut Nocturne a Les Heures Blanches ( vedi http://www.giuliorimondi.com), per nominare solo due corpus di lavori. DIARIO_CONZANO8

Quello che mi ha sorpreso però, abituata come mi ha a delle immagini che hanno la capacità di essere tanto serene quanto stravolgenti nella loro voluta povertà, è stato questa improvvisa virata nella dimensione microscopica della riflessione, dell’elaborazione, nella riduzione che poi, proprio per questo sforzo analitico, conduce dritto a enunciati, a chiarificazioni.

Di cieli e radici ( non dai cieli alle radici, come magari qualcun altro avrebbe fatto), di sere e di strade, e di colline: si tratta del contrario della descrizione, si tratta invece di quel lavoro che a me interessa di più, cioè dell’ incidere nella realtà, di quel famoso “knick of time” di Grosz, quell’irrompere nella realtà di una visione, di uno sforzo di comprensione da parte dell’artista, se visione risulta troppo astratto.

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Tra mappe e sentieri, colline e campi, Rimondi ha reso una volta ancora questa residenza unica. Non ce n’e una uguale a un’altra. La dimensione lirica non è l’unica, quella individuale, sì per un instante mi ha fatto pensare a Pasolini ( come l’Italiana di Rimondi del resto), la cercata solitudine, i multipli punti di vista: una residenza bellissima e come sempre indimenticabile per me.

Quello che spesso accade a un critico e curatore smarrito come sono io, che si smarrisce volutamente, è che mi riacciuffano gli artisti, curandomi dal destino storico al quale chi fa attività critica sarebbe condannato. La posizione del curatore negli ultimi venti anni è malsana di per sè, resa rischiosa e malsana da una storia esploitativa che spinge il critico e curatore in aree di squilibrio tra pensiero e sfruttamento di sé e degli altri, rendendo estremamente difficile il suo ruolo e il suo rapporto con l’arte e con il mondo. Il momento creativo del pensiero, della valutazione, che è sviluppato poi in una relazione critica positiva con gli artisti con i quali ho la fortuna di collaborare, vive una vita spericolata e pericolosa dopo il primo stadio di ispirazione che viene ristabilizzato solo nel mio rapporto con l’artista, con la sua opera, con la sua fiducia. Ma questo non interessa a nessuno. Rimondi ritornerà e lì ci perderemo e troveremo di nuovo.

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QR Qarm Qart @ COCOAA 2018

QR_Code_1QARMQarm Qart è uno degli artisti partecipanti a COCOAA 2018 Homo Sacer, con l’opera Untitled with NoName ( 2018). Qarm è stato già partecipante con due opere della serie IO LEGO, all’edizione COCOAA 2017.

English Qarm Qart, already a participant in COCOAA 2017 with two works from the IO LEGO series, is one of the artists participating in COCOAA 2018 with the work Untitled with No-name.

Dopo più di 15 anni in Egitto, Qarm Qart è parte di quel gruppo poco conosciuto e poco discusso di artisti europei che lavorano in Medio Oriente. Qarm Qart è in una rara posizione, come si voleva esplorare in Homo Sacer, perché rivelando il suo contesto è né eurocentrico né geopolitico, non orientalizza, ma produce  invece uno sguardo nuovo e originale.

After more than fifteen years in Egypt, Qarm Qart is part of that scarcely known and discussed group of European artists working in the Middle East. Qarm Qart is indeed in a rare position, as we wanted to investigate in Homo Sacer, because, besides revealing his surroundings, he is neither Eurocentric nor geopolitical, he does not orientalize, but produces instead a novel and original gaze.

L’opera, prodotta proprio in occasione di Homo Sacer, cosa di cui siamo molto grati a Qarm, è volutamente senza titolo e senza nome come precisa Qarm. Qarm parla di noi italiani, di noi che “andiamo dagli altri” e degli altri che vengono da noi. Qarm prova, come sempre, ad attirarci sulla sua parte del campo, a giocare con lui. L’artista tenta di promuovere una riflessione sul mondo che cambia, sulla diversità e la libertà di essere in un luogo. E’ un tentativo tanto giocoso quanto verosimile, una possibilità aperta, un gioco a cui si può partecipare.

We are very grateful to Qarm for the work included in Homo Sacer, as it has been produced by Qarm Qart especially in occasion of this COCOAA edition. The work is deliberately untitled and with no-name, as Qarm specifies. Qarm speaks of  displacement: Italians going to other places and others coming to their country. Qarm, as usual, invites us on his playful territory to reflect together. The artist invites the audience to a reflection moment together, a reflection around our fast changing world, around a  transformation, where diversity and freedom to be wherever we want can be as appealing as daunting. It is a playful endeavor as  well as an open possibility, a game we are free to join in.

Qarm & Qarm ( 2014) by Qarm Qart

QR Ana Vujovic a COCOAA 2018

static_qr_code_without_logo (1)ANAAna Vujovic è uno degli artisti partecipanti a COCOAA 2018 Homo Sacer, già residente dell’ Artegiro Artist Residency nel 2017.

English Ana Vujovic already Artist in residence in 2017, is one of the artists participating in COCOAA 2018.

Ana Vujovic come Artegiro Artist in residence, artista in residenza, nel giugno 2017 a Conzano si è concentrata sulla scelta degli emigranti transoceanici della fine ‘800- inizio ‘900, di partire dal Piemonte, sull’abbandono delle proprie famiglie, del proprio mondo.

Ana Vujovic, during her residency chose to focus on the choice made by many Conzano migrants when leaving Piedmont for overseas between the end of the nineteenth century and the beginning of the twentieth century, on their experience of abandonment, forsaking their families and their world.
Il titolo scelto da Ana, “To make rooms for the other “, far spazio all’altro, si riferiva alla motivazione indicata dai migranti conzanesi in risposta alla richiesta formulata dagli ufficiali preposti al rilascio dei loro documenti di viaggio.

Ana’s title to her residency research, “To make room for the other”, referred to the actual reason formally given by the migrants to the immigration officers requesting a motivation for leaving the country later to be written on their passports.

Il lavoro fotografico e performativo che ha sostanziato il suo progetto, ha trovato in Anna una regista capace di materializzare nuovamente da un lato gli abbandoni ma dall’altro una sorte di riparazione, di riempitura dei vuoti lasciati. Questo ha avuto luogo attraverso fotografie che ritraggono un desco familiare appenza abbandonato, dove lo zucchero svolge un ruolo importante, visto che le piantagioni di canna da zucchero in Australia erano una delle mete più ambite dai Conzanesi emigranti. Il suo costante interesse nel “ glitch”, nell’ imprevisto errore della storia, della vita, che da origine però a una ‘ri-creazione ‘ del corso della vita, dà, per Ana, opportunità di scelta. Installata per strada come altre quattro opere di altri quattro artisti, sarà una delle opere parte di To Make Room for the Other.

The works produced by Ana during the residency are staged photographs and a performance that have found in Ana a capable director, who has reenacted on one hand abandonment and on the other reparation. This took place staging images of an empty room, of a just ended family dinner around an old table, a table that is all set, apparently left by its diners in hurry. Sugar, the principal reason for migration to Australia , where Conzanesi in particular, went in huge numbers to work in Queensland sugar plantations, takes centre stage in these images. Ana’s constant interest in “glitch”, in the unforeseen error, error also as a reality in history and in life, becomes in her work an opportunity for re-creaction, a chance to make choices. Installed in the streets of Conzano, like the other works, will be precisely one of the images from the “To Make Room for the Other” collection.

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Immagine / image: Ana Vujovic, fotografia di Vania Broccoli

 

QR Ulderico Di Domenico a COCOAA 2018

qr-codeDIDOMENICOUlderico di Domenico è uno degli artisti partecipanti a COCOAA 2018 Homo Sacer, già residente dell’ Artegiro Virtual Residency nel 2017.
English:Ulderico Di Domenico, last year Artegiro Virtual Residency Artist ( for a full account of the Virtual Residency please see: https://artegirovirtual.wordpress.com/).
L’opera che sarà installata a un angolo di strada a Conzano vecchia, sarà Purpessa 2.0, una pertinente riflessione sulla femminilità, il simbolismo, la meridionalità, il discorso artistico e la sua parte nel liberare il campo per poter creare. | English: Ulderico’s work, installed at one of the street corners in central Conzano, is going to be Purpessa 2.0, a pertinent reflection around femininity, symbolic language, meridionalism, artistic discourse and its impact in freeing up new spaces for creation.

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Image:
“Oro Nero installazione e performance castel dell’ovo Napoli….materiali di risulta del mare contaminati dal catrame.

Codice QR : trova qui tutte le informazioni.

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Il codice QR che si trova sul programma COCOAA 2018, rimanda semplicemente a questo sito, nel quale troverai varie informazioni aggiuntive sulla manfestazione. Le informazioni le troverai distribuite per argomenti.

In particolare verranno aggiunte progressivamente informazioni circa:

a) le opere installate in strada e i loro autori; b) circa la pubblicazione Decolonize! che verrà presentata il 5/5; c) i diari degli artisti in residenza; d) l’azione HUCO che avrà luogo a Conzano e nella regione; e) qualsiasi altra informazione che potrebbe essere utile a chi è interessato nella manifestazione.

Puoi sempre contattarci comunque: al Comune di Conzano ( AL), tel.0142925132) o alla sede Artegiro Contemporary Art ( telefono 3472972848 e email: artegiro@artegiro.com).

COCOAA 2018 è in arrivo | is coming!

Italian ( English summary follows ) 

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COCOAA ritorna da questo maggio a luglio 2018, alla sua terza edizione con il titolo di Homo Sacer.

Artegiro Contemporary Art e Conzano, comune nel Monferrato alessandrino, collaborano nuovamente per celebrare l’arte contemporanea e  per raccogliere la collettività attorno all’arte.

COCOAA 2018 accoglierà residenze, incontri con gli artisti ospiti, installazioni nella città e eventi artistici dal 4 maggio al 1 luglio.

Quest’anno, due artisti in residenza, il fotografo italiano Giulio Rimondi e l’argentina Constanza Villarreal, ceramista e pittrice, saranno presenti in momenti diversi ( vedi programma a piè di pagina) da maggio alla fine di giugno, lavorando su due progetti distinti che si rapportano in modi diversi alla tematica che il COCOAA 2018 propone ( vedi di seguito). Uno sguardo nuovo ai luoghi del Monferrato da parte di Rimondi, che considera questo un primo stadio di un lavoro molto più ampio sulle dinamiche della diversità nel territorio. Uno studio specifico nel caso di Constanza Villarreal, che esplora la poetica della dimensione privata, della casa, i rituali della cura, della famiglia, del cortile, del sogno.

Continuando il dialogo visivo con la collettività, durante il COCOAA i due artisti in residenza e tre artisti internazionali, Qarm Qart ( Egitto), Ulderico Di Domenico ( Italia) e Ana Vujovic ( Serbia) sono stati invitati a discutere aspetti delle tematiche del COCOAA 2018 con opere da loro proposte in questo senso.

Le 5 opere saranno installate in spazi aperti e per strada per allargare il dibattito che Homo Sacer propone.

Infatti, Homo Sacer è al centro del COCOAA 2018, portando all’attenzione di tutti il rifugiato, la migrante, l’emarginato, l’ esclusa.

Le politiche della paura così comuni in Europa e nel mondo oggi, trascurano di riconoscere lo status dell’escluso. Con il pretesto di uno stato di eccezione, come scrive il filosofo italiano Giorgio Agamben, categorie pilastro della nostra cultura come i diritti dell’uomo, la democrazia, la cittadinanza, sono in discussione, quasi svuotate di significato. Nel contesto biopolitico attuale, il nostro corpo biologico e il nostro corpo politico sono in stridente squilibrio, così come la libertà di movimento, le strutture sociali, le dimensioni casa e città. L’Homo Sacer, l’uomo sacro, il rifugiato,  infrange la correlazione fra uomo e cittadino e da figura debole e trascurata diventa motivo per  la crisi dello Stato-nazione, davanti alla quale le barriere tra l’umano e il disumano rischiano di crollare.

Il programma di COCOAA 2018 vuole offrire momenti di incontro attorno all’arte, attorno a proposte creative, a incontri che facciano immaginare, ricordare, ripensare, riflettere, con positività e desiderio di inclusione.

Vi aspettiamo!

Renata Summo-O’Connell, Curatrice COCOAA Project.
cocoaa2018BROintCOCOAA returns this year with a third edition, Homo Sacer. Conzano is again the centre of a creative collaboration between the Conzano Town and Artegiro Contemporary Art. The community will gather around art again, this time with a series of events, from artist residencies to meetings with the artists, with the tangible presence of artworks in the streets. This edition begins on May 4 with the installation of the works in a number of open spaces until July 1, ( see program above).

Homo Sacer, as Italian philosopher Giorgio Agamben indicates, is the refugee, the excluded, the migrant. With the pretext of a state of exception categories at the basis of our culture like human rights, democracy, citizenship, collapse and the barrier between human and dis-human risks to crumble. COCOAA 2018 wishes to invite everyone, artists and community, to restore a balance lost and to promote such reflection also at an art level. We look forward to meeting you.

Renata Summo-O’Connell, Curator COCOAA Project

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The journal of the first Artegiro Residency for Authors

Last May, in Conzano, the first Artegiro Residency for Authors took place in Villa Vidua, over a period of two weeks.

The Residency saw a critic and curator, An Paenhuysen in collaboration with artist and author Wolfgang Müller, engaged in concluding their publication, ” 11 Objects of the Science of Misunderstanding”, now an Artist edition, just published by the Walther Von Goethe Foundation.

An and Wolfgang, like all Artegiro Residency participants, kept a journal but with these two the Residency journal took an all new meaning!

Their public performance at the conclusion of their Residency, a performance that included some of their journal too, gave us a strong hint that the Residency journal this time was also a work of art!

As we always do with the residency journal, we publish it here, in its original text (in English), but with the Italian translation.

We hope to publish it soon, so watch this space for more news!

( to download a pdf of it go to http://www.artegiro.com, news section)

COCOAA 2017 : Workshop di teatro di figura. 

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Laura Bartolomei in Dorme. Photo di S.Sabino
COCOAA 2017 presenta ancora un appuntamento unico e raro in un workshop di teatro di figura con Laura Bartolomei il sabato 4 novembre. 

Il workshop è rivolto a un ampio pubblico: a tutti coloro abbiano interesse nel teatro e nella performance, a operatori scolastici e insegnanti che siano interessati all’ uso del teatro nella scuola, agli amanti di marionette. 

Laura Bartolomei condividerà la sua incredibile esperienza professionale che incorpora appunto la produzione di marionette innovative e sofisticate. Una versione semplificata della marionetta sarà oggetto di una delle sessioni del workshop ( vedi schede sotto).

Il workshop è davvero :comprensivo : Laura lavorerà con i partecipanti su vari livelli dalle tecniche di espressione corporea allo sviluppo di una marionetta ibrida tipo bunraku giapponese. Come fare vita al personaggio, il punto focale. Il peso, l’intenzione, la caratterizzazione, la manipolazione in coppia.

Laura offrirà la possibilità di usare una serie di teste a cui verrà affiancato un corpo improvvisato. Se possibile si realizzerà anche una testa semplice in argilla.

Il workshop costa euro 40.

Ultima data utile per comunicare le adesioni : 25/10.

Conzano e 5 settimane di Resistenza : COCOAA 2017

Veduta da Conzano ( foto di R.Summo-O’Connell, 2017)
Programma COCOAA 2017.
Dettaglio dell’opera di Pasquale Altieri, Varsavia Blues ( 2011)

Per 5 settimane, dal 7 ottobre al 4 novembre, Conzano ospiterà nelle sue strade e a Villa Vidua, le opere di Qarm Qart, Salvatore Calì, Pasquale Altieri, John Phillips, Rossella Gatti, Giulio Rimondi, Cinzia Rojas, e la residenza virtuale di Ulderico di Domenico.

Ogni fine settimana le porte di Villa Vidua si apriranno al pubblico interessato per presentare le quattro video installazioni presenti nelle tre sale a pianterreno e al piano superiore.

Nelle parole di Appadurai, l’immaginazione è ormai “ centrale a tutte le forme di agenzia, è essa stessa un fatto sociale.”

COCOAA Project, quest’anno incentrato intorno all’idea di Resistenza, cosciente del suo ruolo, propone quattro opere importanti, lavori che offrono all’ immaginario collettivo materiale per una riflessione sulla resistenza, su una qualità che l’arte così come la società civile confrontano nella vita contemporanea e non solo.

E’ infatti davvero un’esperienza unica quella offerta da Resistenza

Dal lavoro multimediale sulla resistenza del ghetto di Varsavia durante l’occupazione nazista di Pasquale Altieri, John Phillips e Rossella Gatti in Varsavia Blues, allo studio sulla guerra civile spagnola,con Grandi Cimiteri sotto la Luna di Giulio Rimondi; dalla sfida che Immateriale di Cinzia N.Rojas lancia alla nostra percezione della realtà mediata dal consumismo, alla celebrazione della libertà dell’uomo e dell’arte in Eterno Presente di Salvatore Calì: Resistenza attraversa il tempo,  conflagrando passato e presente, celebrando il coraggio e la vita affermate grazie alla resilienza.

Ma Resistenza uscirà da Villa Vidua, si riverserà nelle strade per aprirsi alla collettività in quattro modalità:

promuovendo un incontro e collaborazione con gli studenti dell’Istuto Balbo di Casale Monferrato

presentando quattro opere di Qarm Qart (un artista che lavora a Il Cairo, Egitto), e Salvatore Calì ( Malta) che saranno installate su muri esterni di edifici del paese, in quattro punti di Conzano. 

tenendo la residenza virtuale di Ulderico di Domenico ( vedi di seguito)

aprendo un workshop di Laura Bartolomei di teatro di figura ( vedi di seguito)

Resistenza sarà infatti anche una residenza artistica virtuale, Residenza è Resistenza, con l’artista Ulderico di Domenico, la prima al mondo per quello che sappiamo, dove Ulderico parteciperà il suo percorso di ricerca a tutti coloro che vorranno attraverso questo sito. 

Laura Bartolomei, artista performativa multipremiata, propone un workshop di teatro di figura il 4 novembre aprendo a educatori e artisti performativi la possibilità di sviluppare una marionetta ibrida e creare uno spettacolo ( vedi immagini di seguito per programma e costi).

Conzano ancora una volta lancia un invito dalla sua collina a ritrovarsi, a discutere del nostro passato e il nostro presente, a fare comunità attorno all’arte.