COCOAA 2017 : Workshop di teatro di figura. 

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Laura Bartolomei in Dorme. Photo di S.Sabino
COCOAA 2017 presenta ancora un appuntamento unico e raro in un workshop di teatro di figura con Laura Bartolomei il sabato 4 novembre. 

Il workshop è rivolto a un ampio pubblico: a tutti coloro abbiano interesse nel teatro e nella performance, a operatori scolastici e insegnanti che siano interessati all’ uso del teatro nella scuola, agli amanti di marionette. 

Laura Bartolomei condividerà la sua incredibile esperienza professionale che incorpora appunto la produzione di marionette innovative e sofisticate. Una versione semplificata della marionetta sarà oggetto di una delle sessioni del workshop ( vedi schede sotto).

Il workshop è davvero :comprensivo : Laura lavorerà con i partecipanti su vari livelli dalle tecniche di espressione corporea allo sviluppo di una marionetta ibrida tipo bunraku giapponese. Come fare vita al personaggio, il punto focale. Il peso, l’intenzione, la caratterizzazione, la manipolazione in coppia.

Laura offrirà la possibilità di usare una serie di teste a cui verrà affiancato un corpo improvvisato. Se possibile si realizzerà anche una testa semplice in argilla.

Il workshop costa euro 40.

Ultima data utile per comunicare le adesioni : 25/10.

Conzano e 5 settimane di Resistenza : COCOAA 2017

Veduta da Conzano ( foto di R.Summo-O’Connell, 2017)
Programma COCOAA 2017.
Dettaglio dell’opera di Pasquale Altieri, Varsavia Blues ( 2011)

Per 5 settimane, dal 7 ottobre al 4 novembre, Conzano ospiterà nelle sue strade e a Villa Vidua, le opere di Qarm Qart, Salvatore Calì, Pasquale Altieri, John Phillips, Rossella Gatti, Giulio Rimondi, Cinzia Rojas, e la residenza virtuale di Ulderico di Domenico.

Ogni fine settimana le porte di Villa Vidua si apriranno al pubblico interessato per presentare le quattro video installazioni presenti nelle tre sale a pianterreno e al piano superiore.

Nelle parole di Appadurai, l’immaginazione è ormai “ centrale a tutte le forme di agenzia, è essa stessa un fatto sociale.”

COCOAA Project, quest’anno incentrato intorno all’idea di Resistenza, cosciente del suo ruolo, propone quattro opere importanti, lavori che offrono all’ immaginario collettivo materiale per una riflessione sulla resistenza, su una qualità che l’arte così come la società civile confrontano nella vita contemporanea e non solo.

E’ infatti davvero un’esperienza unica quella offerta da Resistenza

Dal lavoro multimediale sulla resistenza del ghetto di Varsavia durante l’occupazione nazista di Pasquale Altieri, John Phillips e Rossella Gatti in Varsavia Blues, allo studio sulla guerra civile spagnola,con Grandi Cimiteri sotto la Luna di Giulio Rimondi; dalla sfida che Immateriale di Cinzia N.Rojas lancia alla nostra percezione della realtà mediata dal consumismo, alla celebrazione della libertà dell’uomo e dell’arte in Eterno Presente di Salvatore Calì: Resistenza attraversa il tempo,  conflagrando passato e presente, celebrando il coraggio e la vita affermate grazie alla resilienza.

Ma Resistenza uscirà da Villa Vidua, si riverserà nelle strade per aprirsi alla collettività in quattro modalità:

promuovendo un incontro e collaborazione con gli studenti dell’Istuto Balbo di Casale Monferrato

presentando quattro opere di Qarm Qart (un artista che lavora a Il Cairo, Egitto), e Salvatore Calì ( Malta) che saranno installate su muri esterni di edifici del paese, in quattro punti di Conzano. 

tenendo la residenza virtuale di Ulderico di Domenico ( vedi di seguito)

aprendo un workshop di Laura Bartolomei di teatro di figura ( vedi di seguito)

Resistenza sarà infatti anche una residenza artistica virtuale, Residenza è Resistenza, con l’artista Ulderico di Domenico, la prima al mondo per quello che sappiamo, dove Ulderico parteciperà il suo percorso di ricerca a tutti coloro che vorranno attraverso questo sito. 

Laura Bartolomei, artista performativa multipremiata, propone un workshop di teatro di figura il 4 novembre aprendo a educatori e artisti performativi la possibilità di sviluppare una marionetta ibrida e creare uno spettacolo ( vedi immagini di seguito per programma e costi).

Conzano ancora una volta lancia un invito dalla sua collina a ritrovarsi, a discutere del nostro passato e il nostro presente, a fare comunità attorno all’arte.

Residenza virtuale di Ulderico Di Domenico : Residenza è Resistenza 7/10-4/11.

Siamo tutti appesi a un filo rosso”(2016) Ulderico di Domenico

Qui, sul sito di COCOAA Project si terrà la residenza virtuale (ma molto reale!) di Ulderico Di Domenico, un artista tanto coraggioso quanto libero, indipendente dallo strangolamento dei mercati, delle egemonie  culturali.

Ulderico (https://ulderico.jimdo.com), un artista che attraverso un linguaggio tanto complesso quanto immediato, va dalla performance alla pittura, dal disegno alla scultura e alla ceramica, ha scelto come titolo della sua residenza Residenza è Resistenza.

Questo stato di Resistenza, è appunto uno stato, non un gesto isolato. La curatrice Renata Summo- O’Connell ha concepito i Resistenza Files come un archivio deflagrante, uno spazio- memoria vivo dell’opera degli artisti e del loro dialogo e rapporto con il pubblico, uno spazio gestito dall’artista ma dove si ritrovino insieme, pubblico e artisti in una realtà dove l’algoritmo collabori più che gestire.

L’artista, che risiederà online quotidianamente interagirà con il pubblico interessato provocato, ispirato, guidato in qualche modo da Ulderico. L’artista svilupperà pubblicamente il suo discorso testuale e visivo.

Vi aspettiamo qui per la prima residenza artistica online! #residenzaresistenza

Incontro con Giulio Rimondi.

Giulio Rimondi incontrerà il pubblico interessato alla sua opera Provisional Interiors alla Sala Carmi, adiacente alla Sinagoga di Casale Monferrato. Domenica 24 settembre alle 11 quindi sarà possibile sentire dal giovane fotografo stesso da dove è emersa un’opera così significativa e pertinente in un momento dove le migrazioni nel mediterraneo e nel mondo sono al centro dell’attenzione internazionale.

Ana Vujovic : To Leave Room for the Others. Diario dell’artista in residenza, settimana 2.

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Detail from To Leave Room for the Others ( 2017) by Ana Vujovic

Diario Artegiro Artist Residency 2017 | Ana Vujovic | 
Settimana 2

1. Ho iniziato i miei interventi all’esterno. Il mio atelier è la bellissima casa della signora Manuela, proprietaria di una dimora storica di Conzano. La residenza è circondata da una natura ricca e lussureggiante, con viste mozzafiato.

Ho cominciato con lo sciogliere lo zucchero e versarlo in un contenitore a forma cubica. Dopo averlo raffreddato bene ho portato il solido pezzo di zucchero nero alla costruzione diroccata che avevo notato qualche giorno fa. L’ho rotto in piccoli e grandi pezzi e ho cominciato a “riparare” le parti danneggiate della casa apponendo i pezzi di zucchero nei fori e lesioni della casa.

Questa azione simbolica, che si riferisce al titolo e al tema della mia residenza, “To leave room for the others | Lasciare spazio per gli altri “, riflette l’affermazione riportata sul passaporto di tanti dei conzanesi che dovevano emigrare per l’Australia per guadagnare il pane per le loro famiglie come tagliatori di canna da zucchero.

2. Un’altra installazione specifica che intendo realizzare include un tavolo da pranzo con le posate lasciate così da indicare il passare del tempo. Un semplice, forte e chiaro simbolo della casa, della famiglia, del luogo di incontro.

Sto cercando di realizzare posate in zucchero (un cucchiaio, un cucchiaino, una forchetta e un coltello). E’ importante che le posate provengano da una casa conzanese perché racconta una storia di questa regione. Sto cercando di ricalcare più dettagli possibili ma è difficile rimuovere lo zucchero freddo dal metallo. Sto pensando di lasciarlo nel suo calco originale, sembrerà più autentico.

Sono riuscita a bruciarmi tre dita con lo zucchero caldo e adesso ho delle vesciche proprio come …oh, posso paragonarmi ai tagliatori di canna da zucchero? Gli emigranti conzanesi si ferivano seriamente durante il loro lavoro in Australia, a volte con conseguenze fatali.

3. Oggi ho aggiunto alla tavola imbandita dei piatti e il calice rotto che sono riuscita a trovare. Continuerò a tentativi e vedrò dove questo esercizio mi porterà.

Dopo aver versato lo zucchero sciolto ho capito che devo lasciare gli oggetti a raffreddare bene un paio d’ore prima di portarli con me a Villa Vidua. Il tempo è molto caldo e questo ha un impatto sulla densità del materiale. Questo è un fatto nuovo che influenzerà la mia opera ma che devo sfruttare in qualche modo.

4. Sto concludendo i dettagli finali per l’installazione che realizzerò. Ho trovato una stanza perfetta per questo, una spazio che sembra creato apposta per la storia che voglio raccontare in questa installazione, al secondo piano di Villa Vidua.

5. Sfortunatamente però questa stanza è già impegnata per via di una festa che si terrà a Conzano il prossimo fine settimana. La stanza evoca l’atmosfera di una casa calda ma modesta. E’ una stanza rettangolare con lo spazio giusto sufficiente per un tavolo da pranzo, quattro sedie e uno stipo in legno con tanti intarsi in legno. La stanza ha anche dei gradini interessanti che portano in un’altra stanza e una finestra. Comunque ho trovato un’alternativa di cui sono felice e dove simulerò la stanza che avevo trovato. Oggi ho realizzato uno strofinaccio di zucchero. Si direbbe che ho tutti gli elementi per la mia installazione.

6. E’ arrivato il momento per la documentazione fotografica. Lo zucchero come materiale è il veicolo principale del mio concetto per l’installazione. Tutte le componenti sono disposte per dare l’idea che qualcuno ha appena lasciato l’ambiente e che molto tempo sia passato da quel momento.

Lo zucchero, comunemente associato alla dolcezza e la felicità assorbe qui una porzione di amarezza e tristezza seppur lasciando spazio per speranze di un futuro migliore.

In questa documentazione fotografica cerco di cogliere quanti più dettagli è possibile, zucchero sciolto che sgocciola dalle posate e dalla tovaglia per produrre un’atmosfera satura.

 

 

Qualcosa, là fuori di Bruno Arpaia e COCOAA 2017.

Articolo di Renata Summo-O’Connell | © cocoaaprojectorg

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Resistere per sopravvivere e vivere: la narrazione dell’esodo di un gruppo di migranti ambientali dall’ Europa del Sud verso la Scandinavia narrato da Bruno Arpaia in Qualcosa, là fuori, il suo ultimo libro pubblicato da Guanda nel 2016, sembra all’apparenza un’occasione insolita per un evento all’interno di una manifestazione di arte contemporanea quale COCOAA vuol essere.

Ci sono però dei momenti nella vita di una collettività dove le caratteristiche delineanti di un’espressione artistica,  già permeabili di per sé, come accade nella scrittura, valicano velocemente qualsiasi linea per debordare, per aggregarsi in dialogo, per sfumarsi e mutare al di là della pagina.

In questo momento storico così significativo, COCOAA, in quanto progetto di riflessione collettiva, di celebrazione dell’arte nella società, di esplorazione di forme di espressione e di contenuti specifici,  ha scelto di parlare di resistenza.

In particolare come curatore dicevo recentemente che:

in un periodo dove il conflitto è visto come una caratteristica eminente dei nostri tempi, si constata da un lato la tendenza tra individui, gruppi e società, a evadere dalla realtà, quasi a sparire, dall’altro a sentirsi soffocati e frenati dal presente.

La scelta di Arpaia di scrivere di un mondo sconvolto da un’estesa desertificazione e danni naturali catastrofici, riporta al tema della scelta, del coraggio, della resistenza, appunto. Per resistere però ci vuole speranza.

Con COCOAA 2017 si è proposto di:

 considerare la resistenza come un possibile modo di esistenza nella vita contemporanea, resistenza intesa come rimanere forti, come abbracciare “l’essere qui”, resistenza a un sistema di controllo dell’’informazione e del potere, ma anche resistenza alla morte e a quello che rappresenta la morte.

In Qualcosa, là fuori Bruno Arpaia va al di là dello scrivere, della dinamica narratore / lettore, spinge al di là della pagina: sfida, provoca, dà possibilità, dà opportunità di scelta in un modo che ricorda la libertà che l’artista visivo contemporaneo lascia a chi fruisce del suo discorso.

Non ricordo narrativa che mi abbia sfidato così come Qualcosa, là fuori è riuscito a fare. Sfida perchè Qualcosa, là fuori davvero lascia liberi di scegliere. E’ in questo senso che io ho avvertito in Qualcosa, là fuori le qualità di un’opera d’arte visiva: il debordare plastico dalle pagine non di parole ma di proposte, di ideee, di soluzioni, di opzioni.

Un libro che costantemente ci inchioda nella realtà che fluida attraversa il tempo, il tempo da cui scorre un rivolo di freddo, di caldo, di arido, di febbricitante, di idee, di rielaborazioni, di contaminazioni: perchè Qualcosa, là fuori, proprio come una vera grande opera d’arte visiva, contamina volutamente, saccheggia e ricrea, introduce e ritira, sfida e conforta, accompagna e lascia.

Qualcosa, là fuori, in un senso propositivo e di denuncia, è il Guernica di Arpaia dove la narrativa spaventa tanto quanto denunci, sfidi e ispiri. E’ suo il dito medio come in Ai Wei Wei in Study of Perspective: come sinonimo di disobbedienza è la resistenza dell’umanità in fuga in Qualcosa, là fuori.

Arpaia ha avuto molto coraggio e infonde coraggio, non nasconde l’orrore ma esplorando umanità rende umane le catastrofi e le derive, le sconfitte e le perdite. Se si parla dell’abbracciare l’essere qui, della resistenza come un modo di essere nella contemporaneità, Qualcosa, là fuori  rende possibile questo perchè racconta esattamente questo.

Sono d’accordo con Carlo Rovelli che dalle pagine del Corriere della Sera ringrazia Arpaia per questo libro (  http://www.corriere.it/cultura/16_aprile_28/libro-guanda-bruno-arpaia-qualcosa-la-fuori-rovelli-001062d6-0d58-11e6-9053-86a90bf524d0.shtml). Ma anche questo conferma la natura ibrida del discorso artistico che sguinzaglia nelmondo questa opera come una scultura, un’installazione, un film, creando nell’interlocutore un bisogno di risposta.

Nel caso di Rovelli Qualcosa, là fuori ha meritato un grazie.

Davanti all’ acquisizione di un’opera che non ci lascia, che si incastra negli occhi e nella mente, che profuma, urla, sorride, piange, che ci spinge sul bordo del precipizio ma che ci ridona il tempo e la possibilità di scelta,  Qualcosa, là fuori, è un libro che non è un libro, è qualcosa che non è quello che sembra, proprio come succede alle opere d’arte.

Diario della Artegiro Artist Residency 2017: Ana Vujovic e il suo film.| Journal of the 2017 Artegiro Artist Residency: Ana Vujovic and her film.

Italian & English

Ana Vujovic è appena arrivata per la Artegiro Artist Residency lo scorso lunedì 22 maggio a Conzano. Il suo diario della residenza ci racconterà come sta andando. La Artegiro Artist Residency dal suo inizio nel 2010 infatti, ha sempre incoraggiato questa documentazione, di aiuto agli artisti ma anche alla comunità che li circonda. Ogni domenica sera troverete alcune delle annotazioni del diario settimanale dell’artista, in inglese e in italiano.

Ana Vujovic has just arrived in Conzano for her residency last Monday 22 May and her journal entries tell you what it is like. The Artegiro Artist Residency from its inception has always encouraged such documentation, helpful to the artist but also to the community around her or him. Every Sunday night you will find here  some of the artist journal entries for the week, in English and Italian.

Diario Artegiro Artist Residency 2017 | Ana Vujovic | 

23.05.’17 Conzano

Finalmente sono qui! Dopo più di un anno di programmazione con Renata ce l’abbiamo fatta sul serio! Sono venuta da Belgrado alla città di Nis e poi a Milano, in Italia e infine in treno fino alla mia destinazione finale, Conzano.

Questo posto è così bello! La nostra residenza così attentamente pianificata sta finalmente avendo luogo. 

Sono nel posto la cui storia e la cui comunità sono state oggetto della mia curiosità e lettura già prima del mio arrivo ed è per questo che sono così interessata ad essere finalmente qui. 

E le campane suonano!

Finally I’m here! After more than a year of planning with Renata we actually made it. I traveled from Belgrade to city of Niš airport and then to Milano, Italy and by train to my final destination Conzano. This place is so beautiful! Our so carefully planned residency is finally starting to happen. I’m at the place, about whose history and community I’ve been curiously reading before my arrival and that’s why it is so interested feeling to finally be here. ..and the ring bells!!

24.05.17 Conzano

Chiesa di San Biagio e Campanile.

Questa chiesa ha rappresentato il mio primo incontro con questo paese, il mio conoscere Conzano.

La facciata in rovina dei muri esterni ha attirato immediatamente la mia attenzione. E’ un momunmento che mi ispira a tanti livelli. Adesso guardandolo di persona capisco perché volevo concentrare il mio progetto su questo edificio, ha così tanto potenziale e forse ritornerò su questa idea. 

Il sole, la luce, l’aria esaltano la consistenza della superficie.

La mia nuova ossessione, il suono delle campane. Il primo giorno erano un po’ fastidiose ma adesso voglio usarle per un’opera!

Le Alpi. Le vedo.

Questo luogo, la sua gente, la natura, l’architettura: è tutto come un grande set per un film e io ci sono dentro. Mmm

church of San Biagio and clock tower..
This church has been my first encounter and knowing of Conzano. The ruined facade of outer walls drag my attention immediately. The monument is inspiring in so many levels. Looking it now in person, I can see why I wanted to focus my project on this building, it has so big potential and, maybe I will return to this idea. Sun and light air emphasis the textures on it.
My new obsession, the ring bells. First day they were a bit annoying, but now I want to use them for an artwork!!
Alps. I can see them.
This place, it’s people, nature, architecture, all is like one big set up for a movie and I happened to be in it. Hm…
25.05.17 Conzano

La gente di Conzano, i Conzanesi, sono così gentili, davvero genuini, di cuore, lo vedo dai loro volti luminosi. 

Siamo alla ricerca di uno spazio per il mio lavoro,che in questo caso sarà una cucina. Non ho mai usato una cucina come studio prima, ma per la realizzazione del mio progetto “sugar”, per la mia ricerca ho bisogno di una cucina. Sarei così felice di realizzare questo progetto per la residenza, avrebbe significato solo realizzarlo qui, non a casa a Belgrado.

Villa Vidua è un mondo a sé che voglio decisamente ricercare e del quale voglio fare esperienza fino in fondo. 

Non ho incontrato molte persone fuori finora ma ho due parole italiane che scambio con un signore ogni pomeriggio, “buongiorno e buonasera”.

People of Conzano or Conzanes, are so kind, really truly from the heart, I can see it on their well-minded illuminated faces.
We are in a search for my working space, which in this case will be a kitchen. I never had a kitchen as a studio before, but for realisation of my “sugar” quest project, I will need one. I would be so happy to realize this project here in this residency; it would have a meaning only to be done here, not at home.
Villa Vidua is a whole world for itself, which I definitely intend to research and experience. I have not meet many people outside so far, but I have two new Italian word that I exchange with one gentleman every afternoon, buongiorno and bonasera.
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Ana Vujovic, Villa Vidua, Maggio 2017.

Una residenza per gli altri. | A Residency for others .


Italian ( English follows)

Ana Vujovic vive e opera in Serbia. 

Usando misti media e tecnologia digitale, Ana Vujovic esplora l’esperienza post-analogica, l’interazione della società con il mondo digitale e il suo rapporto con le radici della nostra eredità culturale. 

Vujovic studia e esamina i settori marginali della società attraverso una combinazione di suoni pluridisciplinari e installazioni luminose. 

Nel suo lavoro più recente, attraverso oggetti multimediali, Ana investiga il nostro incontro e comprensione dell’ipocrisia sociale e di valori deformati che al contrario del progresso tecnologico stanno riportando la nostra civiltà un passo indietro.

Nel periodo della residenza Artegiro nel contesto del COCOAA 2017, Ana è stata molto colpita dalla storia di emigrazione conzanese e monferrina dell’800.

L’artista ha affermato di voler soffermarsi sul periodo di separazione che l’emigrazione provocava nelle famiglie, lasciando dietro di sé nuclei familiari spezzati.

L’idea che affascina Ana è di far confluire queste storie con le modalità di espressione manuale e artigianale delle donne della regione sopratutto. Il progetto infatti per Ana potrebbe intitolarsi ” Lasciare spazio agli altri”, che era spesso uno dei motivi addotti dagli emigrati per la loro scelta nel partire e lasciare la propria terra.

L’inevitabile fattore tempo sarà il punto focale del lavoro di Ana, il tempo che ha avuto un impatto dolorosa su chi restava, disegnando una dimensione parallela con la creazione di un’opera che si deteriori con il tempo, che risponda al tempo.

Per seguire gli sviluppi del progetto di Ana, sara sufficiente seguire questo COCOAA blog!

A presto!

English

Ana Vujovic lives and works in Belgrade, Serbia.

Employing a mix of multimedia and digital, Ana Vujovic’s work explores the post-analogue experience – society’s interactions with the digital world and its relationship to our roots of traditional heritage. 

Vujovic scrutinizes and examines marginalized part of the society through combination of multidisciplinary sound and light installations, and in her most recent works through multimedia objects, how we encounter and understand the hypocrisy of society and deformed values that, contrary to the advancement of technology, are taking civilization a step back.

For her residency project, Ana was struck by the Monferrato migratory history and particularly by the Conzano chapter of it.

In the artist words she would like to :

“focus on one segment of Conzanes lives during the period of emigration that separated families. The idea is to merge stories of the sugarcane cutters, who were the Conzano men who needed to leave their families for a better future and any kind of handmade traditional piece of cloth or home decor that women usually do. The project might have title “To leave room for the others” by the statement that was given by many as reason for leaving their native land.

The artwork Ana would like to begin producing in this period would include what Ana calls “the unavoidable fact of “time” as influence on separated families causing the wounds and pain and make a parallel to the organic nature of material used for artworks and what will happen if exposed to time and different weather condition.”

Check this blog fir more developments!

The Science of Misunderstandings. A joint residency, an investigation of misunderstandings.

 

img_0617.jpgThe first Artegiro Residency for Authors and Curators takes place in May 2017 in Conzano with the project by curator and critic An Paenhuysen and artist Wolfgang Muller. An and Wolfgang will work towards concluding their book,  The Science of Misunderstandings. An Paenhuysen and Wolfgang Müller collaborate since 2010, when they curated together a show at the Hamburger Bahnhof – Museum of Contemporary Art, Berlin, about Valeska Gert, a quite forgotten Berlin proto-performer of the 1920s. Two years later Paenhuysen and Müller curated an exhibition at Kunstraum Kreuzberg/Bethanien titled Gesture Sign Art. Deaf Culture / Hearing Culture, presenting art forms operating at the interface of deaf and hearing culture. More projects followed and in 2016 they presented Choir at Eigen + Art Lab Berlin, in which whistling tea kettles were the main performers.

For the Artegiro Residency for Critics and Curators, May 2017, An Paenhuysen and Wolfgang Müller work on an artist book project that will be published by Verbrecher Verlag, an independent publishing house in Berlin. On the occasion of the 60th birthday of the artist, they will create a conversation between curator / art critic and artist based on visual juxtapositions and short texts that highlight artistic concepts that define his art making from the beginning of the 1980s, when he started the post-punk artist band Die Tödliche Doris until now. Wolfgang Müller has been called a “researcher of misunderstandings”. The Science of Misunderstandings explores the occurrence of misunderstandings and investigates the structures underlying their emergence. The tool of this science is research and in the book project the emphasis will be on the method of research in artistic thinking.

The Artegiro Residency will give the opportunity to do the final brainstorming and conceptualization of the book project. Publication will be Fall 2017. Ideally also a larger exhibition will follow. During the residency in Conzano, Piedmont, Paenhuysen and Müller will present an evening on the topic of taste in art accompanied by an exhibition, and would be happy to go into a vivid discussion with the Conzano community. Italy, the country of classical art where so many young artists used to go for their grand tour, seems to be a perfect setting to ask the question of good and bad taste and its societal implications.

The Artegiro Project with its focus on collaborative thinking will have an important role on the realization of the project. The residency allows for it to develop and flourish from a location that invites for a tranquil reflection to take place. The hope is also to keep up an ongoing exchange with Artegiro Project that goes beyond the publication of the book and pushes forward a critical engagement with art in society. An Paenhuysen participated in May 2016 in the exciting research forum Art and (de) colony of the COCOAA Project, and this residency is a significant follow-up to bring the discussion on art history and its contradictions forward.

Biography curator An Paenhuysen (*1978 Diest, Belgium)
An Paenhuysen is a freelance curator, art critic and educator.  She assisted on many shows, and curated shows about Land Art, Valeska Gert, and Paul Pfeiffer at the Hamburger Bahnhof – Museum of Contemporary Art, Berlin. In 2012 she organized an exhibition at Kunstraum Kreuzberg/Bethanien on deaf and hearing culture, funded by Hauptstadtkulturfonds and Kunstfonds. Furthermore, she has curated several shows in Berlin art spaces such as HBC. Berlin, insitu Berlin, Entretempo Kitchen Gallery, and Mila Galery.
Dr. An Paenhuysen wrote her Phd on the cultural criticism of the Belgian avant-garde in the 1920s at the University Leuven, Belgium. She was a post-doctoral fellow at Columbia University, New York and University of California, Berkeley. She was a Alexander-von-Humboldt Fellow at the Humboldt-University Berlin. She taught at the art university Burg Giebichenstein in Halle (Saale) and was a coach for artists at bbk Berlin (Bildungswerk Berliner Künstler).
2010 she travelled to Japan with a curatorial fellowship of the Goethe Institute. She was also a visiting scholar at the library of the Getty Museum in Los Angeles. She published in several magazines such as WhiteHotMagazine, Art Slant, Spex. An Panhuysen is a fervent blogger: anpaenhuysen.blogspot.com
An Paenhuysen published books on the Belgian Avant-Garde (Meulenhoff 2010), Gesture Sign Art (Martin Schmitz Verlag 2012) and Valeska Gert (Hybriden-Verlag 2013).
Curatorial projects (selection):  Literary Dining, Entretempo Kitchen Gallery Berlin (2015), Literary Curating, insitu Berlin (2015), Design/ Art (with Onika Simon, KN, 2014), Realitäten. Galerie Mila (2013),Gebärde Zeichen Kunst. Gehörlose Kultur / Hörende Kultur, Nov. 2012 – Jan. 2013,            Kunstraum Kreuzberg / Bethanien, Land Art, Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart – Berlin (2012), Playback Berlin. On Video Art (with Charlotte Friling, 2011) Artzone Gallery der Kyoto University of Art and Design, Pause. Valeska Gert: Bewegte Fragmente, Hamburger Banhof – Museum für Gegenwart – Berlin (with Wolfgang Müller 2010-2011), Paul Pfeiffer: The Saints, Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart – Berlin (with Britta Schmitz, 2010-2011)
Publications (selection): contributions to catalogues Blue Moon, 2015, ed. Catherine Nichols, Das Ende des 20. Jh. The Best is yet to come, 2013, eds. Eugen Blume und Catherine Nichols (Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart Berlin); Valeska Gert. Geteilte Fragmente (Hybriden-Verlag 2013); Gebärde Zeichen Kunst. Gehörlose Kultur / Hörende Kultur, eds. with Wolfgang Müller (Martin Schmitz Verlag 2012); De Nieuw Wereld. De Wonderjaren van de Belgische avant-garde (Meulenhoff 2010); „Berlin in Pictures: Weimar City and the Loss of Landscape“, in: New German Critique, 109, Winter 2010, 1-25; „Deutschland, Deutschland über Alles“, in: Freya Mülhaupt (Hg.), John Heartfield, Ausstellungskatalog, Berlinische Galerie, Berlin 2009; Paul Pfeiffer. The Saints, Kehrer Verlag 2009; “Tucholsky, Heartfield, and Germany, Germany Above All”, in: History of Photography, 33 (2009) 1, S. 39-54.
Stipends: Alexander-von-Humboldt-Stiftung Stipendiatin, Getty Research Fellow, Kuratorische Recherchereise Goethe Institut, Belgian-American Foundation Stipend, Flemish Scientific Foundation Fellow
Biography artist Wolfgang Müller (*1957 Wolfsburg, Germany) 
Wolfgang Müller studied from 1980 till 1987 Visual Communication and Experimental Film at the University of Art, Berlin. In 1980 he founded together with Nicolas Utermöhlen the post-punk artist group Die Tödliche Doris. They performed at the documenta 8, at the MoMA, New York (1987), and at Quatrro, Tokio (1988). Since 1989 he travels and lives partly in Reykjaik, Iceland and he has participated in arts projects in both Germany and Iceland, addressing the Icelandic culture of elves, natural and supernatural phenomena. In 1998 he transferred the music of his first record with two sign language interpreters into signs and gestures and published it as a DVD, “Gehörlose Musik/Deaf Music” in 2006. In 2009, Müller published Séance Vocibus Avium, an audioplay with reconstructed sounds of extinct birds for which Müller was awarded the Karl Sczuka-Preis.  .
Solo exhibitions (selection): Galerie Zentrum K’, Bremen (2017), Galerie Katharina Maria Raab, Berlin (2015), Holger Priess Galerie, Hamburg (2012), Kunsthaus Dresden (2011), Kunsthaus Erfurt, Kunstverein Aachen (2009), Filmpräsentation in LACMA, Los Angeles (2009), und MOMAK, San Francisco (2007), Kunstverein Schloß Wolfsburg (2007)
Group exhibitions (selection): Staatliche Kunsthalle, Baden-Baden (2016), Ambush Gallery, Sydney (2016), Museum für Kunst und Gewerbe, Hamburg (2016), Haus der Kunst, München (2015), Stadtmuseum Berlin (2015),  Bröhan Museum Berlin (2014), Galerie Mila, Berlin (2013 und 2014), Kunstraum Kreuzberg/Bethanien (2011 und 2012), Werkleitz-Festival (2011), Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart (2010), ZKM Karlsruhe (2010)
Book publications (selection): Subkultur Westberlin 1979-1989. Freizeit (Philo Fine Arts, 2013), Kosmas (Verbrecher Verlag 2011), Valeska Gert. Ästhetik der Präsenzen (Martin Schmitz Verlag 2010), Neues von der Elfenfront (Suhrkamp 2007) und Blue Tit. Das deutsch-isländische Blaumeisenbuch (Martin Schmitz Verlag 1997).
Lectures: Gastprofessur für Experimentelle Plastik an der HfBK Hamburg (2001-2002), Lehraufträge u.a. an der FHNW Hochschule für Gestaltung und Kunst, Basel (2003), FH Joanneum, Graz (2003), Iceland Academy of the Arts (2004), FU Berlin (2010).
Stipends / Awards: Karl-Sczuka Preis (2009), Ausstellungs- und Buchfinanzierung Die Tödliche Doris ‚Kunst‘ vom Kunstfonds e.V., (1999), Arbeitsstipendium Stiftung Kunstfonds Bereich Literatur (1996), Arbeitsstipendium des Berliner Senats Bereich Kunst (1993)
Curatorial projects (selection): Gebärde Zeichen Kunst, Gehörlose Kultur / Hörende Kultur, Kunstraum Kreuzberg / Bethanein, 2012-2013 / Pause. Valeska Gert: Bewegte Fragmente, in Zusammenarbeit mit An Paenhuysen, Hamburger Banhof – Museum für Gegenwart – Berlin, 2010-2011 / Schweizer durch Schnitt, Studierende der FHBB Basel und „Kluppur frá Reykjavík im Frisöre Beige, Berlin, 2004 / Der Goldene Schnitt, Studierende der Klasse Prof. Wolfgang Müller aus der Hochschule der Künste Hamburg, im Frisör Beige, Berlin, 2002 / Die Hormone Des Mannes, Schwules Museum Berlin, 1994

Artegiro Residency for Authors and Curators 2017

La residenza annuale creata da Artegiro nel 2010 con sedi in Conzano e Montefiascone, ha visto il coinvolgimento finora di decine di artisti dell’Europa, USA e Australia.

Per la prima volta ha luogo una collaborazione tra un curatore e un artista, An Paenhuysen ( Belgio) e Wolfgang Muller ( Germania). 

Il lavoro oggetto della residenza è un libro sul post punk berlinese ( vedi post The Science of Misunderstanding) al suo stadio conclusivo. I due partecipanti hanno dato come titolo alla loro collaborazione ” La scienza dell’incomprensione” ( The science of misunderstanding). 

An e Wolfgang incontreranno il pubblico interessato sabato 13 maggio a Villa Vidua alle 18 e offriranno una presentazione preparata per l’occasione, ” To perish in bad taste”. Alla presentazione seguirà la mostra “Conzano, Piemonte, durante l’assenza dell’artista”, nuova tappa del lavoro iniziato nel 2002, ” Napoli, durante l’assenza dell’artista”.

In Perish in bad taste, An e Wolfgang propongono di considerare che Il gusto è più importante di quello che si pensa. Picasso affermò che è meglio lasciare il gusto ai gelatai piuttosto che agli artisti.

Malgrado ciò l’artista Wolfgang Müller afferma che il mondo andrà a rotoli proprio per una mancanza di buon gusto. Un’affermazione piuttosto forte ma prima di poterla argomentare potrebbe essere troppo tardi.

English.
Taste is more important than one would assume. Pablo Picasso said that taste is a matter best left to ice cream-makers, not to artists. Yet the artist Wolfgang Müller says that the world will go to pieces precisely because of the lack of good taste. That’s quite a strong statement to make, but before it can be refuted, so the artist, it already will be too late.

The artist Wolfgang Müller and the critic and curator An Paenhuysen will present an evening on good and bad taste. The presentation will be accompanied by an exhibition of drawings by Wolfgang Müller, titled “Conzano, Piemonte, durante l’assenza dell’artista”, a follow-up of his series “Napoli durante l’assenza del artista, 2002”.